Lettera di un maestro ai suoi alunni alla fine del quinto anno


Mi chiamo Manfredi Salvato, mi sono laureato in Scienze della Formazione Primaria all’Università degli Studi di Palermo. Ho iniziato a insegnare mentre ancora frequentavo l’Università. Riporto il mio saluto agli alunni in uscita dalla scuola primaria durante la festa di fine anno, mercoledì 17 giugno 2026, di una classe, che ho seguito dall’a.s. 2021-22. Desidero manifestare la mia gioia al termine di questo percorso quinquennale e condividere la lettera che ho letto ai miei alunni. Sono davvero contento di aver scelto la professione di maestro, che svolgo con grande soddisfazione personale. Mi auguro che altri giovani scelgano questa professione, perché sono convinto che molti più uomini dovrebbero insegnare nella scuola primaria e dell’infanzia, come desiderano anche i genitori, i bambini e le bambine.

La mia prima “PRIMA”

Siete diventati grandi… quando è successo esattamente? Bisogna tornare un attimo indietro.

Ero al secondo anno di insegnamento, esperienza giusta ma tante paure celate, eppure io sono sempre stato così: rimboccarsi le maniche e lavorare, sempre al 100%. Ho catturato la vostra attenzione e il vostro affetto raccontandovi favole, strappandovi un sorriso, coccolandovi (forse un po’ troppo per quello che un insegnante dovrebbe). Abbiamo riso, abbiamo studiato (tanto), abbiamo avuto momenti duri e abbiamo persino viaggiato. Cinque anni fa, marmocchi che sbavano e tossiscono, molto intelligenti, ma giustamente anche un po’ infantili. E poi… improvvisamente eccomi qui, entro in classe e non ho più quei marmocchi che mi abbracciano e mi saltano addosso; adesso persino mi avvicino a voi mentre chiacchierate e mi dite con un sorriso: “no maestro… stiamo parlando dei nostri segreti”; allora cerco di raccontarvi una storia, ma educatamente mi rispondete: “maestro, non potremmo disegnare? Non potremmo scrivere sulla LIM?” Come se non bastasse propongo un gioco e improvvisamente: “maestro, ormai siamo grandi per questi giochi”. Il ruolo del maestro è questo, prepararvi al giorno in cui non avrete più bisogno di lui; quando si arriva a questo punto allora vuol dire che il lavoro è riuscito: siete diventati grandi. Solo però, non pensavo che mi sarei sentito così, non mi immaginavo che oggi vi avrei guardato e mi sarei sentito così impreparato a lasciarvi. Devo ringraziarvi, perché ero solo Manfredi, ma voi con la vostra ammirazione e il vostro entusiasmo mi avete reso il Grande Maestro Manfredi, quello di cui si parla anche al di fuori della scuola. Voi mi avete reso una leggenda tra queste mura, mi avete reso… grande, ecco. Io vi ho aiutato a crescere, e vi ho dato gli strumenti per diventare tutto ciò che vogliate, per scrivere e raccontare la Vostra storia. Quella che forse, un giorno, sarete voi a raccontarmi e se così non sarà, tranquilli: vi voglio e vi vorrò sempre bene. Spero che vi ricorderete di me, perché io mi ricorderò sempre di voi, che cinque anni fa siete stati la mia prima “Prima”, il mio primo amore e i primi amori… non si scordano mai.

Vostro, Maestro Manfredi


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