Buon anno scolastico a me stesso e a tutti i maestri
Caro maestro, buon lavoro.
Un nuovo anno comincia.
Se sei precario per te ci sarà una nuova scuola, una nuova classe, dei nuovi alunni. Se la scuola, la classe e gli alunni saranno quelli dello scorso anno saranno comunque “nuovi”: l’essere umano per fortuna cambia sempre.
Spero però che tu rimanga lo stesso di sempre: appassionato, entusiasta, propositivo, positivo.
Lo so. È tempo burocratico di consigli di classe, curriculi verticali, programmazione annuale, scelta di prove d’ingresso, eccetera.
Un’antipatica necessità per te che vorresti annullare i voti, le pagelle e i programmi obbligatori alla primaria.
Prepariamoci a tutto ciò perché il Ministero ce lo chiede, ma al di là di tutto ciò accogli i tuoi bambini con un sorriso.
Prepara per loro pacche sulle spalle quando avranno bisogno di consolazione.
Adopera gli abbracci per farli sentire apprezzati e amati.
Usa la valutazione per giudicare il loro lavoro e non loro come persone.
Sgridali pure quando sarà necessario come strumento di recupero e non come resa all’ira incontrollata.
Fagli amare ciò gli racconti.
Non abbandonarti al nozionismo, ma preparati adeguatamente per promuovere la passione per conoscere.
Io condenso tutto ciò, da 25 anni, in un urlo liberatorio in classe: “Volete imparare una cosa nuova?”
Non è obbligatorio rispondere in coro sì, ma non accetterò i no.
Non lo consentirò mai, neanche a me stesso.
Starà a me trasformare gli eventuali silenzi in entusiasmo.
Dopo la quinta primaria, miei cari alunni di ieri, di oggi e di domani, dimenticatevi pure di me…ma farò il tifo perché non scordiate questo urlo nella scuola secondaria e negli eventuali studi universitari.
Diego Lamia
Docente primaria
I.C. De Amicis- Da Vinci, Palermo