8 luglio 2024
Il gruppo nazionale “Maestri tra i banchi” attraverso il suo blog <maestritraibanchi.it> propone alla commissione incaricata dal Ministro Valditara di elaborare proposte volte alla revisione delle indicazioni nazionali e delle linee guida relative al primo e al secondo ciclo di istruzione, i seguenti cambiamenti per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria.
- Maggiore enfasi sulle competenze trasversali. Oltre alle conoscenze disciplinari, è fondamentale sviluppare competenze trasversali come il pensiero critico, la risoluzione dei problemi, la creatività, la collaborazione e la comunicazione efficace. Queste competenze sono essenziali per affrontare le sfide del mondo moderno e per avere successo sia nella vita personale che professionale. È necessario rivedere le competenze trasversali (denominabili anche obiettivi educativi generali) , promuovere metodologie didattiche attive, valutare le competenze trasversali, formare gli insegnanti; ciò comporta:
a) Definire in modo chiaro le competenze trasversali che gli studenti devono acquisire in ogni ciclo scolastico, integrandole con le conoscenze disciplinari.
b) Favorire l’uso di metodologie didattiche che stimolino il pensiero critico, la creatività, la collaborazione e la comunicazione, come il problem solving, il debate e il role-playing.
c) Sviluppare strumenti di valutazione che permettano di misurare i progressi degli studenti nelle competenze trasversali, oltre alle conoscenze disciplinari.
d) Fornire agli insegnanti la formazione necessaria per sviluppare le competenze trasversali degli studenti e per valutarle in modo efficace.
- Personalizzazione dell’apprendimento. Ogni bambino ha un proprio stile di apprendimento e un ritmo individuale. Sarebbe utile promuovere un approccio più personalizzato, che tenga conto delle diverse esigenze e interessi degli studenti, offrendo percorsi differenziati e attività stimolanti per tutti. A tal fine occorre: riformulare operativamente gli obiettivi di apprendimento, promuovere la flessibilità didattica, formare gli insegnanti, sostenere l’autonomia delle scuole. Questo comporta:
a) Definire obiettivi di apprendimento flessibili e personalizzabili, che tengano conto delle diverse esigenze e potenzialità degli studenti.
b) Incoraggiare l’uso di metodologie didattiche diversificate e personalizzate, come l’apprendimento cooperativo, il tutoring tra pari, l’apprendimento basato su progetti e l’uso delle tecnologie digitali.
c) Fornire agli insegnanti la formazione necessaria per conoscere e applicare strategie di personalizzazione dell’apprendimento, utilizzare le tecnologie digitali e collaborare con colleghi e famiglie.
d) Dare alle scuole la possibilità di sperimentare e adottare modelli di personalizzazione dell’apprendimento che rispondano alle esigenze del proprio contesto e dei propri studenti.
3. Integrazione delle tecnologie digitali. Le tecnologie digitali sono ormai parte integrante della nostra vita quotidiana e possono essere uno strumento potente per l’apprendimento. È importante integrare in modo efficace le tecnologie nella didattica, fornendo agli insegnanti la formazione necessaria e agli studenti le competenze digitali fondamentali. Ciò comporta: definire le competenze digitali essenziali, promuovere l’uso delle tecnologie in tutte le discipline, sostenere la formazione degli insegnanti, aggiornare i curricoli, valutare l’impatto delle tecnologie. Il che significa:
a) Individuare le competenze digitali che gli studenti devono acquisire in ogni ciclo scolastico, in linea con le raccomandazioni europee e le esigenze del mondo del lavoro.
b) Integrare l’uso delle tecnologie digitali in modo trasversale in tutte le discipline, non solo in quelle scientifiche e tecnologiche.
c) Prevedere percorsi di formazione continua per gli insegnanti sull’uso delle tecnologie digitali a scopo didattico.
d) Rivedere i curricoli per includere contenuti e attività che sviluppino le competenze digitali degli alunni.
e) Monitorare e valutare l’efficacia dell’uso delle tecnologie digitali nell’apprendimento, per apportare eventuali miglioramenti e adattamenti.
- Educazione affettiva e relazionale. La scuola primaria è un momento cruciale per lo sviluppo emotivo e sociale dei bambini. Sarebbe importante dedicare maggiore attenzione all’educazione all’affettività, alle relazioni interpersonali, alla gestione delle emozioni e alla prevenzione del bullismo. Le proposte riguardano la revisione del curriculo e la formazione degli insegnanti, il coinvolgimento di tutti gli attori educativi, l’introduzione di nuove metodologie didattiche e docimologiche; il che comporta:
a) Introdurre nel curricolo un’area di apprendimento dedicata all’educazione socio-emotiva, con obiettivi, contenuti e metodologie specifiche, e fornire formazione adeguata agli insegnanti.
b) Creare un percorso educativo condiviso tra scuola e famiglia, coinvolgendo i genitori nel processo formativo, con eventuale collaborazione di esperti esterni.
c) Utilizzare metodologie didattiche attive e partecipative, come giochi di ruolo, discussioni guidate e lavori di gruppo; adottare una valutazione formativa e autentica per monitorare i progressi degli studenti e, conseguentemente, adattare gli interventi educativi.
5.Valutazione formativa e autentica. La valutazione dovrebbe essere uno strumento per accompagnare e sostenere l’apprendimento, non solo per misurare le prestazioni. Sarebbe utile promuovere una valutazione formativa, che fornisca feedback continui agli studenti e agli insegnanti, e una valutazione autentica, che tenga conto delle competenze acquisite in contesti reali. A tal fine si richiede una profonda revisione degli obiettivi di apprendimento delle Indicazioni e una formazione specifica degli insegnanti alla nuova cultura della valutazione che consideri la capacità dell’alunno di applicare le conoscenze scolastiche in contesti reali di vita.
6.La geometria solida prima di quella piana. A pagina 50 delle attuali Indicazioni (ambito “Spazio e figure”) si potrebbe modificare l’obiettivo “Riconoscere, denominare e descrivere figure geometriche” (entro la classe terza della scuola primaria) facendo riferimento alle figure geometriche solide (ribaltando, in un certo senso, l’ordine di presentazione delle stesse). Il bambino fa esperienza, già a partire dalla scuola dell’infanzia, prima delle figure geometriche solide in quanto queste sono direttamente osservabili e manipolabili. Successivamente, con un’astrazione, è possibile agli alunni riconoscere delle figure geometriche piane a partire dagli stessi solidi e dalle loro caratteristiche.
7.Metodologia CLIL. Si auspica che le prossime Indicazioni Nazionali possano includere – per quanto riguarda sia la scuola dell’infanzia che la scuola primaria – un chiaro riferimento alla metodologia CLIL, ovvero alla possibilità di svolgere una parte del programma utilizzando l’inglese come lingua veicolare.